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Preparazione esami·9 min di lettura

Ripasso estivo pre-maturità: cosa studiare prima della scuola

Ripasso estivo maturità: quali materie ripassare per prime, come organizzare le simulazioni della seconda prova e quanto tempo dedicare allo studio d'estate.

Giulia Rossi
Giulia Rossi

Secondary School Teacher & Education Blogger

Pubblicato 8 agosto 2026 · Aggiornato 8 agosto 2026

Studentessa di quinta superiore durante il ripasso estivo maturità con libri e quaderno all'aperto

Ogni anno, verso metà agosto, ricevo lo stesso tipo di messaggio da qualche studente di quinta: "Prof, non ho aperto un libro da giugno, sono ancora in tempo?" La risposta è quasi sempre sì, ma il ripasso estivo maturità va fatto con un metodo preciso, non riempiendo le giornate di libri aperti a caso sperando che qualcosa si fissi da solo. In questo articolo rispondo alle domande che mi arrivano più spesso da studenti e genitori tra luglio e agosto, con indicazioni concrete su cosa ripassare, come organizzare le simulazioni della seconda prova e quanto tempo investire davvero nello studio estivo.

Insegno in un liceo scientifico da dodici anni e seguo ogni estate un gruppo di maturandi in preparazione. Le domande che sento ripetersi non riguardano la teoria dello studio: riguardano l'organizzazione pratica, cioè da dove partire, quanto tempo dedicare ogni giorno, e come distinguere uno studio che funziona davvero da ore passate sui libri senza risultato concreto.

Quali materie ripassare per prime?

La priorità va alle materie scritte, non a quelle dell'orale. Prima prova e seconda prova richiedono un allenamento tecnico specifico dell'indirizzo: matematica per lo scientifico, greco per il classico, economia aziendale per certi istituti tecnici. Quell'allenamento tecnico si perde più in fretta di una conoscenza puramente teorica, perché dipende dalla pratica costante di esercizi e non solo dal ricordo di una regola.

Subito dopo vengono gli argomenti dell'anno appena concluso segnalati come deboli durante le verifiche o i colloqui con gli insegnanti. Uno studente che ha preso un voto basso in un compito di matematica a marzo non deve rileggere tutto il programma di quinta: deve tornare esattamente su quel capitolo, con esercizi mirati, non con una rilettura generale del quaderno che dà l'illusione di aver ripassato tutto.

Le materie orali solide, quelle in cui lo studente ha avuto risultati stabili durante tutto l'anno, possono aspettare settembre. Consolidarle troppo presto, ad agosto, significa doverle riprendere comunque a ridosso dell'esame, perché nel frattempo si saranno sedimentate in modo meno nitido nella memoria.

Cosa ripassare prima della maturità durante l'estate: la materia della seconda prova con esercizi cronometrati, i capitoli con voti bassi dell'anno appena finito, e un primo giro leggero sui collegamenti multidisciplinari per l'orale. Le materie orali già solide si consolidano meglio a settembre, a ridosso della data d'esame reale.

Per chi frequenta il liceo scientifico, la seconda prova di matematica richiede soprattutto velocità di esecuzione su problemi articolati: rivedere le formule non basta se non si è più abituati a risolvere un problema completo in tre o quattro ore filate. Per il liceo classico, il lavoro su greco o latino riguarda soprattutto la traduzione sotto tempo, che si allena solo traducendo, non ripassando la grammatica a memoria su un quaderno. Per gli istituti tecnici, la seconda prova spesso richiede di applicare procedure operative precise, dove un errore di metodo pesa più di una lacuna isolata di contenuto teorico.

Come organizzare le simulazioni della seconda prova?

Marco, uno studente del liceo scientifico che ho seguito due estati fa, arrivò da me a fine luglio con un'idea sbagliata di cosa fosse fare ripasso. Rileggeva il libro di matematica un capitolo alla volta, convinto che bastasse per arrivare pronto a giugno. Alla prima simulazione vera, cronometrata, con un testo ministeriale degli anni precedenti, non riuscì a finire nemmeno il primo problema nei tempi previsti.

Marco sapeva le formule. Il problema era la gestione del tempo sotto la pressione di un esame reale, mai allenata prima di quel pomeriggio.

Da lì abbiamo cambiato approccio. Una simulazione a settimana, sempre con un testo ufficiale (i temi degli anni passati sono pubblici sul sito del Ministero), sempre cronometrata sulla durata reale dell'esame, sempre in un ambiente senza telefono e senza appunti aperti sul tavolo. Dopo ogni simulazione, la correzione con la griglia di valutazione ufficiale del suo indirizzo, per capire se l'errore era di contenuto, di metodo o di gestione del tempo.

A fine agosto Marco completava la prova nei tempi previsti, con margine sufficiente per la revisione finale. Non aveva studiato più matematica di quanto avesse studiato a luglio. Aveva studiato in modo diverso, con un obiettivo preciso a ogni sessione invece di un generico proposito di "ripassare tutto".

Prepararsi al meglio richiede anche di procurarsi il materiale giusto per tempo: i testi delle prove degli ultimi cinque o sei anni, scaricabili dal sito del Ministero, coprono la maggior parte delle varianti possibili per ogni indirizzo. Chi aspetta settembre per cercarli si ritrova a fare simulazioni con materiale improvvisato, trovato su siti non ufficiali, con soluzioni imprecise che confondono più di quanto aiutino a capire dove si sbaglia.

Se preferisci una guida strutturata su come distribuire le settimane residue prima dell'esame, la preparazione alla maturità richiede un piano che tenga insieme scritti e orale, non sessioni isolate una alla volta senza un filo conduttore.

Quanto tempo dedicare al ripasso ad agosto?

Due o tre ore al giorno, quattro o cinque giorni a settimana, sono sufficienti se distribuite bene nel tempo.

Questo perché la ricerca sull'apprendimento distribuito, riassunta da Frank Dempster nel suo lavoro del 1988 sulla spaced practice pubblicato su American Psychologist, mostra costantemente che sessioni brevi e ripetute nel tempo producono una ritenzione più solida rispetto a sessioni lunghe e concentrate. Sei ore filate di ripasso il sabato producono più stanchezza che apprendimento reale, mentre due ore al giorno per cinque giorni, sullo stesso argomento distribuito su più sessioni, restano in memoria molto più a lungo.

Un segnale utile per capire se il ritmo scelto è sostenibile: se dopo una settimana lo studente arriva alla sessione del pomeriggio già stanco e distratto prima ancora di aprire il libro, il problema riguarda il carico complessivo della giornata, non la materia in sé. In quel caso conviene accorciare le sessioni e aggiungere un giorno di pausa, piuttosto che insistere su un ritmo che produce risultati sempre più scarsi a parità di ore investite.

Per approfondire il principio alla base di questa distribuzione nel tempo, ne parlo con più dettaglio nell'articolo sulla ripetizione spaziata, applicabile sia al ripasso estivo sia allo studio durante l'anno scolastico. Chi vuole un quadro più ampio delle tecniche che funzionano davvero, oltre alla sola distribuzione nel tempo, può leggere anche l'articolo sui metodi di studio efficaci, che riprende diverse tecniche applicabili direttamente al ripasso estivo.

Come bilanciare vacanze e studio senza sensi di colpa?

Chiara, una mia studentessa dell'anno scorso, si era imposta un piano assurdo: cinque ore di studio ogni singolo giorno d'agosto, vacanza compresa. Dopo dieci giorni era esausta, irritabile con i genitori, e aveva smesso di studiare del tutto per una settimana intera, per reazione al ritmo insostenibile che si era imposta da sola.

Serve organizzare l'estate in blocchi distinti: due o tre settimane di stacco reale subito dopo la fine della scuola, poi un blocco di ripasso regolare a luglio o agosto, con giorni di pausa programmati in anticipo e non subiti come cedimenti a metà percorso. Chiara ha ripreso a settembre, quello vero e non quello scolastico, con un piano di due ore al mattino, prima che il resto della giornata fosse dedicato al mare o agli amici. Ha finito il programma di ripasso in tre settimane, con meno ore totali di quante ne avesse previste il piano iniziale fallito.

Chi ha bisogno di supporto strutturato per non arrivare a settembre nel panico può affiancare al ripasso autonomo delle ripetizioni online mirate sui capitoli più critici, invece di tentare di coprire tutto da solo nelle ultime settimane prima della scuola.

Rilettura o esercizi: cosa funziona davvero per il ripasso?

Qui prendo una posizione netta: la rilettura passiva degli appunti è quasi tempo perso, per il ripasso estivo in particolare, perché dà una sensazione di conoscenza che non regge alla prova dei fatti.

Rileggere un capitolo genera una familiarità che spesso viene scambiata per padronanza reale, ma al momento della prova quella sensazione raramente si traduce in una risposta corretta scritta sotto pressione. Uno studio di Henry Roediger e Jeffrey Karpicke (2006, Psychological Science, Washington University in St. Louis) ha confrontato studenti che rileggevano un testo più volte con studenti che si limitavano a richiamarlo a memoria senza guardarlo: dopo una settimana, chi aveva fatto recupero attivo ricordava significativamente di più di chi aveva solo riletto, anche se durante lo studio la sensazione soggettiva di padronanza era opposta ai risultati reali.

Il ripasso attivo per la maturità significa fare esercizi cronometrati per le materie scritte, spiegare un argomento ad alta voce senza guardare gli appunti per le materie orali, rispondere a domande su un capitolo senza il libro aperto davanti. Se dopo dieci minuti non riesci a spiegare un argomento senza sbirciare gli appunti, quello è l'argomento su cui tornare, non quello da segnare come già fatto.

Un esercizio semplice da fare in casa, anche senza un genitore competente nella materia: chiedere a qualcuno di porre le domande di un capitolo leggendole da un indice o da una scaletta, senza sapere le risposte, e provare a rispondere ad alta voce senza guardare gli appunti. Il fatto che chi ascolta non sappia valutare la correttezza della risposta conta poco: quello che conta è il tentativo di recupero attivo, non la correzione immediata da parte di chi interroga.

In sintesi

Il ripasso estivo maturità funziona quando segue un ordine chiaro: prima le materie scritte con esercitazioni cronometrate, poi i capitoli deboli dell'anno appena finito, infine un primo giro leggero sui collegamenti per l'orale. Due o tre ore al giorno, distribuite su più settimane, rendono più delle maratone isolate del weekend. E la rilettura da sola non basta: serve verificare quello che si sa provando a riprodurlo senza guardare, non solo a riconoscerlo su una pagina già letta in precedenza.

Chi arriva a fine agosto con questo tipo di ripasso estivo maturità non si presenta alla riapertura della scuola con l'ansia di aver perso l'estate. Si presenta con un vantaggio reale sui mesi che restano prima degli scritti di giugno.

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